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lunedì 6 febbraio 2012

In cosa consiste TiPERSEI?





L’idea di TiPERSEI come metodo nasce nel 2008. Da allora, lo Studio Vinci lo ha sperimentato insieme ai propri clienti, affinandolo e mettendolo a punto, con risultati che si sono fatti via via sempre più convincenti, e con un costo assolutamente competitivo.

In cosa consiste TiPERSEI?
Tipersei è un approccio innovativo di sviluppo delle competenze, basato su tecniche di coaching di gruppo applicate all’apprendimento, che mira a potenziare al massimo l’efficacia dei progetti formativi con finalità comportamentali.

Il suo nome sta a significare che si fonda su sei accorgimenti di metodo, tra loro complementari (le sei “T”), che si rivolge a gruppi necessariamente ristretti di partecipanti (tipicamente, appunto, sei).

Questi sei accorgimenti sono sintetizzabili come segue.

“T1” – identificazione dei Traguardi.
Obiettivo della fase di progettazione dell’intervento non è la sola condivisione con l’azienda committente delle finalità didattiche e di valore (es. “far condividere la necessità di interrogare il cliente sulle proprie motivazioni d’acquisto, utilizzando la tecnica della domanda”), ma soprattutto è la descrizione puntuale, insieme al cliente, dei comportamenti concreti (che noi chiamiamo “comportamenti-bersaglio”) che si vogliono poter osservare a formazione avvenuta.  

“T2” – “Troppi? No grazie!”

I gruppi di formazione sono limitati a non più di sei, sette persone al massimo. Ciò permette il giusto grado di interattività che consente di trasformare una esposizione teorica, per quanto interattiva e partecipata, in una vera riunione di lavoro, guidata da un coach anziché da un formatore classico. 

“T3” – Tre ore/tre settimane
Le riunioni non durano mai più di mezza giornata, e seguono una precisa scaletta di base, che si conclude sempre con un dibattito in cui i componenti del gruppo di lavoro si cimentano nella nuova tecnica, e  soprattutto -          una fase finale, nella quale ciascuno di loro prova già ad elaborare il proprio personale modo di applicare quanto appreso (si veda anche il successivo punto “T5”).
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Al termine della riunione ciascuno si impegna davanti ai colleghi ed al coach a sperimentare quanto ha condiviso, nel breve periodo che precederà la riunione successiva (di norma due o tre settimane al massimo).

“T4” - Tutor
Va prevista una forma di tutorship da parte del coach tra una sessione e l’altra, al fine di monitorare l’avanzamento dei lavori, raccogliere le esperienze che i suoi componenti stanno accumulando, le loro domande e perplessità, e stimolarli ad applicare i metodi che stanno apprendendo.

“T5” – Traduzione personale
Ogni partecipante è chiamato ad elaborare il "proprio modo" per applicare le tecniche apprese, esplorando le modalità pratiche con le quali riuscirà ad ottenere una buona efficacia, rispettando il proprio stile personale.
E’ quindi opportuno che tale elaborazione cominci sin dalla prima riunione, e venga poi seguita costantemente dall’azione di tutorship cui abbiamo già fatto cenno.


“T6” – Trasformazione in esperienza
Tra una riunione e l'altra, ciascuno comincia a sperimentare le nuove tecniche. Il fatto di esaminare poi collettivamente gli esiti dei tentativi fatti da ciascuno, consente di far circolare le esperienze, ma soprattutto di valorizzare i successi e di trasformare gli errori in esperienze, evitando l’effetto demotivante dei propri sbagli: è compito ovviamente esclusivo del coach questo, cioè l’offrire una chiave di lettura tecnica di quanto avvenuto dalla riunione precedente.

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