L’idea di TiPERSEI come metodo nasce nel 2008. Da allora, lo Studio Vinci lo ha sperimentato
insieme ai propri clienti, affinandolo e mettendolo a punto, con risultati che
si sono fatti via via sempre più convincenti, e con un costo assolutamente
competitivo.
In cosa consiste TiPERSEI?
Tipersei è un approccio innovativo di sviluppo delle
competenze, basato su tecniche di
coaching di gruppo applicate all’apprendimento, che mira a potenziare al
massimo l’efficacia dei progetti formativi con finalità comportamentali.
Il suo nome sta a
significare che si fonda su sei accorgimenti di metodo, tra loro complementari
(le sei “T”), che si rivolge a gruppi necessariamente ristretti di partecipanti
(tipicamente, appunto, sei).
Questi sei accorgimenti sono sintetizzabili come segue.
“T1” – identificazione dei Traguardi.
Obiettivo della fase
di progettazione dell’intervento
non è la sola condivisione con l’azienda committente delle finalità didattiche
e di valore (es. “far condividere la necessità di interrogare il cliente sulle
proprie motivazioni d’acquisto, utilizzando la tecnica della domanda”), ma
soprattutto è la descrizione puntuale,
insieme al cliente, dei comportamenti concreti (che noi chiamiamo
“comportamenti-bersaglio”) che si vogliono poter osservare a formazione
avvenuta.
“T2” – “Troppi? No grazie!”
I gruppi di formazione
sono limitati a non più di sei, sette persone al massimo. Ciò permette il
giusto grado di interattività che consente di trasformare una esposizione
teorica, per quanto interattiva e partecipata, in una vera riunione di lavoro, guidata da un coach anziché da un
formatore classico.
“T3” – Tre ore/tre settimane
Le riunioni non durano mai più di mezza giornata, e seguono
una precisa scaletta di base, che si conclude sempre con un dibattito in cui i componenti del gruppo di lavoro si cimentano
nella nuova tecnica, e soprattutto -
una
fase finale, nella quale ciascuno di
loro prova già ad elaborare il proprio personale modo di applicare quanto
appreso (si veda anche il successivo punto “T5”).
-
Al termine della
riunione ciascuno si impegna davanti ai colleghi ed al coach a sperimentare
quanto ha condiviso, nel breve periodo che precederà la riunione successiva (di norma due o tre settimane al
massimo).
“T4” - Tutor
Va prevista una forma di tutorship da parte del coach tra una sessione e
l’altra, al fine di monitorare l’avanzamento dei lavori, raccogliere
le esperienze che i suoi componenti stanno accumulando, le loro domande e
perplessità, e stimolarli ad applicare i metodi che stanno apprendendo.
“T5” – Traduzione
personale
Ogni partecipante è chiamato ad elaborare il "proprio modo" per applicare le tecniche apprese, esplorando le modalità pratiche con le quali riuscirà ad ottenere una buona efficacia, rispettando il proprio stile personale.
E’ quindi opportuno
che tale elaborazione cominci sin dalla prima riunione, e venga poi seguita
costantemente dall’azione di tutorship cui abbiamo già fatto cenno.
“T6” – Trasformazione in esperienza
Tra una riunione e l'altra, ciascuno comincia a sperimentare le nuove tecniche. Il fatto di esaminare poi collettivamente gli esiti dei tentativi fatti da ciascuno, consente di far
circolare le esperienze, ma soprattutto di valorizzare i successi e di
trasformare gli errori in esperienze, evitando l’effetto demotivante dei propri
sbagli: è compito ovviamente esclusivo del coach questo, cioè l’offrire una
chiave di lettura tecnica di quanto avvenuto dalla riunione precedente.
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