QUANTO “VALGONO” I COMPORTAMENTI
QUOTIDIANI DEI MANAGER?
IL CASO DELLA JOVIS s.r.l
UNA ANALISI "LeaN" (1)
In un precedente post (http://metodotipersei.blogspot.it/2012/09/ecco-le-prove.html)
abbiamo dimostrato che “la motivazione del personale si
riverbera sugli utili in misura rilevante e a costi inferiori”, e che agire su di essa non
è tanto una questione di politica aziendale (in termini di premi e incentivi
ad esempio), quanto di comportamento quotidiano del manager nel rapporto
professionale con i suoi collaboratori.
La differenza, in
risultati economico-finanziari, può essere decisiva: i dati
rilevati da GALLUP, e che abbiamo riportato, indicano che un manager abile nel
motivare ogni giorno il suo personale può portare a utili superiori anche
del 40% e oltre rispetto a un manager che non lo è.
In
un momento in cui le aziende sono alla disperata ricerca di “ossigeno”, questo
è un aspetto che deve far riflettere.
Per
questa ragione, inauguriamo una serie di post in cui ci proponiamo di portare
alcuni esempi pratici che possono concorrere a spiegare il fenomeno.
Un
caso illuminante è quello di un’azienda (immaginaria, ma non troppo…), che qui
chiameremo con il nome di fantasia “Jovis”, che tra il 2009 e il 2011 lo ha
vissuto sulla propria pelle.
Essa
produce da una quarantina d’anni apparecchi elettromedicali, che vende in tutta
Italia attraverso una rete di 25 agenti, coordinati dalla Sales Manager (d.ssa
Rossi).
Dispone
di un impianto tecnico-produttivo (“plant”) con 32 addetti, che rispondono
all’ingegner Esposito. Il dr. Marelli è invece il Chief Financial Officer, a
capo dell’Amministrazione e Finanza, dove lavorano 9 persone.
Alla
fine del 2009 i risultati economici erano preoccupanti. A fronte di un
fatturato
che
nonostante tutto “teneva” ancora (30 milioni di Euro), con un decremento del 2%
rispetto al 2008 (-7% rispetto al budget), per la prima volta nella sua storia
l’azienda chiudeva l’esercizio con una perdita di circa 75.000 euro, derivanti
sia da un eccesso di sconti alla clientela, sia da un aumento significativo degli
errori e degli scarti di produzione.
Inoltre
alcuni clienti erano passati alla concorrenza, lamentando inefficienze e
ritardi
nei
rapporti con l’Amministrazione e finanza.
Si
prospettava la possibilità che, se nel 2010 le cose non fossero cambiate,
l’Azienda si vedesse costretta a ricorrere alla Cassa Integrazione o al licenziamento
di alcuni dipendenti in esubero.
Il Chief Executive Officer,
dr. Andrea Jovis, consapevole che
– di qualsiasi riorganizzazione si sarebbe trattato – l’azienda avrebbe richiesto
ai suoi manager una gestione più moderna, desiderava capire quanto I tre
dirigenti fossero pronti, per mentalità e retroterra, a tale cambiamento, ma
anche avere un’idea più precisa riguardo al clima psicologico creatosi nel
tempo tra i loro collaboratori, per poter prendere le decisioni del caso.
Effettuò
quindi una analisi con la
metodologia LeaN , cioè attraverso il test GALLUP 12 – lo potete
richiedere scrivendoci: vincisas@libero.it
– e il test MaSk, che presenteremo a fine mese, ma che possiamo già
definire come un questionario, per la verifica di 11 diversi aspetti delle
competenze di People Management e del processo diagnostico-decisionale del
manager. Esso venne somministrato ai tre dirigenti nello stesso pomeriggio
in cui, a turno, i vari reparti erano chiamati a rispondere alle dodici domande
del test GALLUP. Tre giorni dopo il dr. Jovis poté prendere visione dei
risultati.
In
particolare, emerse dal test MaSk quanto segue:
Ing.
Esposito, Plant Manager: buone capacità generali, sia a livello diagnostico,
sia a livello decisionale: le sue abilità diagnostico-decisionali
denotano una certa predisposizione all’analisi logico-razionale il che
lo rende abile nella soluzione di problemi di natura tecnica. E’ però meno a suo agio con i sistemi umani
ed organizzativi e nelle situazioni caratterizzate da incertezza, laddove si
richiederebbe un approccio sistemico, nel quale può migliorarsi.
Benché in teoria abbastanza sensibile alla crescita
dei collaboratori, probabilmente anche per le richieste che l’Azienda rivolge a
tutti i manager in questo senso, è però poco orientato ad individuarne i
potenziali e ne conserva una visione piuttosto rigida ed autoritaria.
D.ssa
Rossi, Sales Manager: Per il suo assetto mentale, appare assai più concentrata ed abile
nella gestione dei suoi collaboratori che nelle diagnosi e nella presa di
decisioni. Infatti la qualità delle risposte la colloca ben sopra la media
nel people management (70,28 vs 53,67) ma al di sotto nell’area
diagnostico-decisionale (50,68 vs 61,05).
Ciò concorre a spiegare il notevole seguito che ha saputo coagulare intorno
a sé in poco tempo, ma la espone anche, nel medio o breve termine, al rischio
di errori anche rilevanti, non solo sul piano tecnico o nelle relazioni con la
clientela, ma anche nella gestione stessa del personale di vendita.
Dr.
Marelli, Chief Financial Officer: La qualità delle risposte si colloca ben sopra alla
media, sia per le competenze diagnostico decisionali (73,53 vs 61,05), sia per
il People Management (73,12 vs 53,67). Siamo quindi di fronte, in generale, a
una buona formazione di base che sembra ben interiorizzata. Eventuali
difficoltà del soggetto, se presenti, dovranno quindi ascriversi a cause
differenti, come ad esempio alla sua motivazione o a insufficienze
nell’autoconsapevolezza; queste ultime potrebbero portare a comportamenti che,
magari del tutto inconsapevolmente, sarebbero incoerenti con la formazione
ricevuta.
I
risultati del test GALLUP12 posero in evidenza che:
a)
“in
termini di motivazione intrinseca di base, le vendite sono sostanzialmente
in linea con il profilo ideale; anche Finance, pur più distante, è in buona
posizione, mentre lo stabilimento è significativamente lontano dall’optimum;”
b)
“I neoassunti vengono ben accolti nelle vendite, con chiarezza di obiettivi
e strumenti percepiti adeguati. Non altrettanto si può dire in Produzione o
Finance, dove si palesa un certo disorientamento iniziale.
In
particolare, mentre in Produzione il fenomeno riguarda in egual misura
obiettivi e strumenti, in Finance questi ultimi sono percepiti dal neoassunto
come sostanzialmente adeguati, mentre è pesantemente avvertita una scarsa
chiarezza negli obiettivi.”
c)
“a sei mesi dal loro inserimento, continua ad essere buona la motivazione dei
nuovi addetti delle vendite, specie per gli incoraggiamenti ricevuti
(comincia però a essere percepita qualche difficoltà nella crescita
personale). In Produzione solo
l’interessamento personale del capo compensa le gravi difficoltà dei
neoinseriti, senza incoraggiamenti specie per quanto riguarda la crescita. Recupera
un po’ l’area Finance, dove i neoinseriti sono blandamente incoraggiati anche a
crescere, pur avvertendo apprezzabili difficoltà nel poter fattivamente
migliorare i processi.”
d)
“Tra coloro che sono sopravvissuti al
periodo di prova, resta buona la motivazione in area Sales, e c’è un buon
recupero in Produzione e Finance. Sembra che in Produzione costoro riescano ad
esser accettati dal gruppo dei colleghi – che a questo punto diviene
accogliente – benché restino delle carenze: i collaboratori si sentono
ancora poco ascoltati e continuano a non avere idee chiarissime riguardo agli
obiettivi. In Finance invece questa fascia d’anzianità vive il periodo più
felice, grosso modo sotto tutti i punti di vista.”
A fronte di questi risultati, il CEO Andrea Jovis
decise, anziché procedere a una pesante ristrutturazione con dei tagli di posti
di lavoro, di avviare nel 2010 un programma di rinforzo delle competenze dei
tre manager.
In particolare, un programma di personal training
per la d.ssa Rossi
(Sales), che imparò a portare all’attenzione della Direzione Generale
soluzioni fondate su un più rigoroso processo di Problem Solving e Decision
Making; il personal training dell’Ing. Esposito (Produzione), invece, lo portò
a prendere coscienza dei propri limiti ed a delegare totalmente, di
conseguenza, la gestione del personale ai tre capi reparto, che vennero
adeguatamente formati in tal senso; infine il dr. Marelli (Finance) seguì un
percorso di coaching diverso, che lo aiutò a vincere la propria resistenza a
delegare, cosicché poté limitarsi al controllo e alla supervisione, per
dedicare maggiori energie a seguire i suoi collaboratori.
Il
2010 fu un anno difficile, anche per l’aggravarsi della crisi, ma il dr.
Jovis riuscì a farvi fronte affiancando personalmente i tre manager, ognuno
dei quali stava imparando un nuovo modo di agire. Le vendite rimasero
sostanzialmente sul livello del 2009, e la perdita si ridusse da 75000 euro a
12500, grazie a una politica commerciale più accorta ma più vicina alle
esigenze dei clienti e ad un più efficace sistema di controllo della produzione
– due provvedimenti che si rivelarono benéfici, anche se ancora non del
tutto applicati per le resistenze dei venditori da un lato e della Produzione
dall’altro.
I
risultati del
piano di potenziamento delle competenze dei manager iniziarono però a
manifestarsi nel 2011.
Alla fine dell’anno, le vendite erano aumentate
del 3% rispetto al 2010 (+ 2% rispetto al budget), il che in un mercato in
contrazione significava sottrarre quote di mercato alla concorrenza.
Ma
soprattutto, l’azienda tornò in utile (49000 euro, + 23% rispetto al budget).
Visita
il nostro sito: www.vinciconsulenza.it
Richiedi
il report sul test GALLUP12: vincisas@libero.it
Richiedi
la brochure del metodo LeaN e del test MaSk: vincisas@libero.it
(1) entro la fine di gennaio presenteremo per esteso la metodologia LeaN

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